Une lettre de 44
Il est peut-être utile de rappeler ici, en préambule à cette courte lettre, qu'après la démobilisation de l'armée française par Pétain, la famille Fiorio a passé le temps extrêmement tourmenté de la dernière guerre à la ferme du Vallon, près de Campsas, dans le Tarn-et-Garonne. Ferme qui s'est très vite transformée en relais pour la Résistance au sein de laquelle les Fiorio furent très actifs, bien que sans armes, en hébergeant et nourrissant nombre de Résistants ainsi que d'enfants juifs que leur confiait un réseau de placement. Ils prirent des risques énormes au prix desquels ils réussirent à sauver de nombreuses vies.
Chemin faisant dans son foisonnant Rêver avec Serge Fiorio, Claude-Henri Rocquet aborde cette période de la vie de Serge :
Liens utiles : Vie paysanne et Résistance.
Sculptées ou peintes, quelques autres Mort du Camarade.
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TRADUZIONE a cura di Agostino Forte :
Credo sia utile ricordare qui, in preambolo a questa corta lettera, che dopo la smobilitazione dell’esercito francese da parte di Pétain, la famiglia Fiorio ha passato tutto il tormentatissimo periodo dell’ultima Guerra nella masseria del Vallon, vicino a Campsas, nel Tarn-et-Garonne. Masseria che si trasformò ben presto in posto tappa per la Resistenza nella quale i Fiorio ebbero una parte attiva, benché senza armi, nell’accogliere e rifocillare numerosi Partigiani come anche bambini ebrei che venivano loro affidati da una rete di conferimento. Gli enormi rischi che si assunsero furono il prezzo per la salvezza di numerose vite.
Nel corso del suo sostanzioso contributo dal titolo Rêver avec Serge Fiorio, Claude-Henri Rocquet affronta questo periodo della vita di Serge:
Picasso, composizione del periodo blu
“ Evoco il manifesto di una mostra di Serge che rappresentava una giostra, il cavallo di una giostra, e che fu regalato a Cannes, al giardiniere di Picasso … L’indomani, il giardiniere ritorna alla galleria: Picasso gli ha rubato il manifesto. Che omaggio! « È fuor di dubbio, dice Serge, che Picasso non era più in grado di fare una cosa così. » Lucien Clergue, più tardi, ha visto il manifesto nello studio di Picasso. Su uno dei muri dell’atelier di Serge, non lontano dal cavalletto, c’è la riproduzione di un’incisione o di un disegno di Picasso del periodo blu o rosa: una coppia seduta al tavolo di un caffè; una coppia povera, solitaria, sognante, il mento appoggiato alla mano, il gomito sul marmo del caratteristico tavolino.
Parliamo delle giostre e dei carnevali, di Chaplin, di Charlot che lo divertiva come divertiva pure Giono (che ne parla tra le righe in Noé) . Parliamo dei personaggi caricaturali dei suoi carnevali: Serge li vede, si manifestano e alcuni sono così strani che lo fanno ridere. Parliamo di Brueghel e di Bosch, del Trittico dell’Epifania. Parliamo di Rousseau e di quello che diceva di Picasso e di lui stesso, di tutti e due. Chiedo a Serge quale quadro preferisca di Rousseau: « La musicista nel bosco … la Guerra. Non conosco rappresentazione più intensa della guerra come l’immagine di questa donna a cavallo.»
Henri Rousseau (il Doganiere), La Guerre, verso 1894, Musée d'Orsay© RMN-Grand Palais
Ricordiamo i resistenti e i bambini ebrei che venivano ospitati dalla sua famiglia e che venivano nascosti non nel granaio o nelle cantine della fattoria bensì nei campi, contadini come loro, come parte della famiglia stessa. I Fiorio resistevano senza armi, cugini di Giono, il Giono di Refus d’obéissance e dei Cahiers du Contadour. Mettevano a repentaglio la loro libertà, la loro vita.
Credono nell’uomo, sono degli artigiani e dei partigiani della pace.
Ripenso a La mort du camarade. Man mano che i suoi amici, i suoi compagni facevano a Serge il racconto della scoperta del corpo sul limitare di un bosco, egli vedeva la composizione del quadro e la disegnava.
Assisteva a questa veglia funebre sotto il cielo. Quattro ragazzi e una giovane donna la cui mano tiene sollevata e sostiene la testa del giovane assassinato. È morto? È in procinto di morire? Gli si sostiene il capo come ad un morente. Ci si inginocchia intorno a lui come si fa con un morto. Il candore della camicia e il pallore del suo volto ci dicono il freddo e la morte. Un uccello giace nelle mani di un compagno, quello che si tiene al capezzale del morto; un uccello bianco, una colomba; un uccello morto. Un fiore spunta e si erge alla piega del gomito. « Amico, se cadi, un altro amico esce dall’ombra e prende il tuo posto. » Il giovine morto ha gli occhi chiusi. Indossa pantaloni color della terra e una camicia bianca, immacolata, bianca come la neve intatta. Non una goccia di sangue. « Forse è stato colpito alla schiena? Ma non avrei dipinto il sangue. »
Non voglio vedere il sangue.
Serge ha dipinto mietitori, coltivatori, vendemmiatori, boscaioli, pastori … Non ho memoria d’aver visto cacciatori nei suoi quadri.
(Rêver avec Serge Fiorio in Pour saluer Fiorio pp. 62-63;)
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LETTERA DI SERGE FIORIO
Le Vallon 24 settembre 1944
Carissimi amici, credo che nel volgere di qualche giorno la posta riprenderà a funzionare così mi renderò all’ufficio postale per spedire questa mia con la speranza che vi giunga alla svelta, e che altrettanto alla svelta mi giunga risposta di come state tutti quanti. Qui tutto va bene. Siamo usciti sani e salvi dalla storia e spero sia altrettanto per voi. Sono impaziente di ricevere buone nuove. Come vi va e come sono trascorsi gli ultimi giorni? Spero senza troppa inquietudine. Si fa fatica a credere che presto tutto questo incubo finirà. Viviamo con molta apprensione questi ultimi tempi, l’atmosfera era irrespirabile – si dormiva con un occhio solo e con le orecchie sempre tese. Temevamo una retata ma credo sia finito tutto al momento giusto. Niente più allerte e la tranquillità è ritornata. Lavoriamo nei campi e quelli che si nascondono da noi, possono ora pensare di ritornare alle loro famiglie. Ho avuto indirettamente delle buone notizie da Bugnonne, e l’altro ieri una lettera di Geniet. Stanno tutti bene e mi auguro con tutto il cuore sia lo stesso per voi. Scrivetemi alla svelta così potrò scrivervi molte altre cose.
Vi abbraccio, Serge
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IL TRITTICO DELL’EPIFANIA di Jheronimus Bosch
Trittico dell’Epifania – La messa di San Gregorio – esterno - ante chiuse, Museo del Prado a Madrid
Trittico dell’Epifania – San Pietro e il donatore – anta sinistra (raffiguraz. interna), Museo del Prado a Madrid.
Trittico dell’Epifania – L’adorazione dei magi – interno – visione della parte centrale, Museo del Prado a Madrid.
Trittico dell’Epifania – Sant’Agnese e la donatrice – anta destra (raffigurazione interna), Museo del Prado, Madrid.
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De la part d'Hubert Blond :
Toujours dans l'esprit d'une restauration militante et bénévole de patrimoine, seriez-vous partants pour un 3e chantier ?
À tout hasard, je vous soumets le projet de remaniement du cabanon situé à environ 400m au nord du Vieux Redortiers, sur le GR Tour de La Montagne de Lure. (Je l'avais évoqué dans mon dernier courrier du 8 novembre 2016.)
De construction assez grossière mais solide, ce cabanon est en train de se fragiliser car beaucoup de lauzes de couverture ont glissé et laissent voir des parties de la coupole intérieure.
Il s'agit donc de replacer ces lauzes, sans pouvoir marcher sur le toit dont la pente est trop forte. Le travail sera possible, par petites touches, avec des échelles plaquées sur la pente.
L'accès est uniquement pédestre à partir du vieux village (400m) et le matériel indispensable sera à transporter sur place avec nos sacs à dos et quelques brouettes.
Ce ne sera pas un chantier de longue durée (3 ou 4 w.e maxi, à mon avis) mais je suggère les 6 dates suivantes, sachant que la météo pourrait nous retarder :
-- 25 et 26 Mars.
-- 8 et 9 Avril.
-- 22 et 23 Avril.
-- 6 et 7 Mai.
-- Samedi 20 Mai . ( Fête du fromage et du livre à Banon le dimanche 21 Mai )
-- 10 et 11 Juin.
Comme précédemment, ceci est une aventure amicale et familiale dont la convivialité avérée ne contrarie pas le souci du travail bien fait, au contraire.
Grosses et petites mains sont donc toujours bienvenues...
Dans l'attente de vos réponses pour pouvoir organiser ce projet, je vous en remercie d'avance.










