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Serge Fiorio - 1911-2011.
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Serge Fiorio - 1911-2011.
  • Actualités de l'œuvre et biographie du peintre Serge Fiorio par André Lombard et quelques autres rédactrices ou rédacteurs, amis de l'artiste ou passionnés de l'œuvre. Le tout pimenté de tribunes libres ou de billets d'humeur.
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13 septembre 2025

Portrait par Martine Franck 1938-2012

Martine Franck et Henri Cartier-Bresson

*

Traduction de notre ami Agostino Forte

Ritratto di Martine Franck 1938-2012

Nata in Belgio, Martine Franck trascorre l’infanzia negli Stati Uniti e in Inghilterra. Compie studi di storia dell’arte all’Università di Madrid e successivamente a l’Ecole du Louvre.
Inizia la sua esperienza fotografica nel 1963, visitando Cina, Giappone e India. Nel 1964 si trova a lavorare a Parigi per il laboratorio fotografico di Time-Life. Diviene assistente di Eliot Elisofon (1) e Gjon Mili (2).

Eliot Elisofon (Finlandia, 1944)

Gjon Mili

L’anno successivo, come fotografo indipendente, lavora per le riviste Life, Fortune, Sports illustred, New York Times, Vogue. Nel 1970-71, a Parigi, diventa membro dell’agenzia Vu, creata da Pierre de Fenoyl (3)

Gli occhi di Pierre

e, nel 1972, diventa uno dei membri fondatori dell’agenzia Viva. Nel 1980 è associata a Magnum, divenendone membro nel 1983.
Realizza ritratti di artisti e scrittori ma anche reportages umanitari. Sin dalla fondazione del Théâtre du Soleil, diretto da Ariane Mouchkine, documenta tutte le produzioni della compagnia.
Nel 1995, con Robert Delpire, realizza un film di 26 minuti dal titolo “Ariane et compagnie: le Théâtre du Soleil” (Ariane e la Compagnia: il Théâtre du Soleil) .
Fin dal 1985, ha collabora altresì con l’Association des Petits Frères des Pauvres (Associazione dei Piccoli Fratelli dei Poveri).
Nel 2000, per France3, partecipa alla realizzazione di un film di Fabienne Trouvé sull’isola di Thory intitolato “Retour en Ireland avec Martine Franck, photographe” (“Ritorno in Oirlanda con Martine Franck, fotografa”). Insieme al compagno Henri Cartier-Bresson e la loro figlia Mélanie sono i promotori della Fondation HC-B (Fondazione Henri Cartier-Bresson).

***

(1) : Eliot Elisofon (17 aprile 1911 – 7 aprile 1973) è stato un documentarista e fotoreporter americano.
Originario del Lower East Side di New York, Elisofon frequentò la DeWitt Clinton High School e poi la Fordham University, dove si laureò nel 1933. Si sposa due volte, la prima con Mavis Lyons nel 1940 (divorziando nel 1946), poi, nel 1950 con Joan Baker Spear con la quale avrà le figlie Elin e Jill.
Nel 1936, partecipa alla fondazione della Photo League, di cui è uno dei membri più attivi e produttivi: insegna (1938-1943), in particolare il fotogiornalismo e la fotografia con flash, co-organizza il progetto Men at Work con Lewis Hine (1940), presiede più volte l'associazione tra il 1939 e il 1941. Dal 1938 al 1942, dirige uno studio fotografico (August and Co.) attivo nella pubblicità e nella moda, continuando la sua opera personale in parallelo. Insegna anche in diverse istituzioni (MoMA, Scuola dell'Istituto d'arte di Chicago, Università di Yale, ect.).
Nel 1937, il fotografo e regista Willard Van Dyke lo presenta a Alexey Brodovitch, direttore artistico della rivista Harper’s Bazaar, che lo presenta personalmente a Beaumont Newhall, curatore delle collezioni fotografiche del Museum of Modern Art e a Tom Maloney, Redattore della rivista U.S. Camera. Espone fotografie scattate nelle strade di New York al Pennsylvania Museum of Art e nella galleria di Julien Levy.
La sua serie Playgrounds of Manhattan è esposta alla New School. Si lega ad altri artisti come Chaim Gross, Isamu Noguchi, David Smith, che si incontrano spesso nel suo studio vicino al MoMA. Nel 1939 partecipa al progetto These Are Our Lives nell'ambito del Federal Writers Project.
Inizia a contribuire a Life nel 1937 (dove è impiegato dal 1942 al 1964); nel 1941, la sua foto del generale Patton è la prima copertina a colori della rivista. Accompagna il generale Patton durante la sua campagna del Nord Africa, e ne trae una mostra intitolata The Tunisian Triumph, inaugurata nel giugno 1943 al Museum of Modern Art (MoMA) di New York, che in seguito percorre venti città degli Stati Uniti. Collabora con il regista John Huston alle riprese dei film L'Odyssée de l'African Queen e Moulin Rouge. Ha lavorato come consulente per diverse altre riprese, tra cui Bell, Book and Candle (1958) e The Greatest Story Ever Told (1965).
Elisofon ha fatto molti viaggi in tutti i continenti, principalmente come parte del suo lavoro per Life. La sua collezione di fotografie scattate in Africa è particolarmente ricca; ha donato oltre 80.000 foto al National Museum of African Art di Washington, che gli ha dedicato una mostra nel 2013 (Africa Re-Viewed: The Photographic Legacy of Eliot Elisofon). [ Traduzione da https://fr.wikipedia.org/wiki/Eliot_Elisofon ] (2) : https://it.wikipedia.org/wiki/Gjon_Mili . Nel 2017 è uscito il film-documentario Luce dei registi Yllka Gjollesha e Suela Bako, che ripercorre la vita di Mili, ed è stato presentato a New York e nella sua città natale, Korçë, dove è stato realizzato un museo a lui dedicato, il Muzeu Gjon Mili, che raccoglie 240 immagini del fotografo.
(3) : Pierre de Gayardon de Fenoyl, nato il 14 luglio 1945 a Caluire-et-Cuire (Rodano) e morto il 4 settembre 1987 di un attacco cardiaco a Gaillac (Tarn), è un fotografo francese. È stato uno dei principali attori del mondo della fotografia in Francia dalla fine degli anni Sessanta fino alla sua morte
negli anni Ottanta derl secolo scorso.

Un precoce fascino per la fotografia lo portò a lavorare giovanissimo come archivista, dapprima per l'Agence Dalmas (1961), successivamente per Holmes-Lebel (1962), prima di essere nominato archivista di Henri Cartier-Bresson all’età di vent’anni, occupando poi la posizione direttiva degli archivi di Magnum (1966). Dal 1968 lavora come iconografo per le Éditions Rencontre, dove incontra Charles-Henri Favrod. Nel 1970, aprono insieme la prima galleria di fotografia a Parigi, la Galerie Rencontre, rue du Cherche-midi, di cui diventa curatore. Vi presenta in particolare Brassaï, Tony Ray-Jones, Martine Franck, Guy Le Querrec, Édouard Boubat, Tom Drahos, René Burri ...
Si occupa anche di far riconoscere l'opera di Jacques-Henri Lartigue e partecipa alla creazione della prima agenzia VU, che diventerà Viva dopo la sua partenza. Dal 1971 al 1972 è corrispondente per Photo Magazine a New York, al suo ritorno fa una breve esperienza nell'universo della pubblicità lavorando come acquirente d'arte per Publicis.
Notato per le sue diverse attività, a 30 anni viene chiamato da Michel Guy, segretario di Stato alla Cultura, per diventare il primo direttore della neonata Fondazione nazionale della fotografia di Parigi.
In questo contesto organizza numerose esposizioni tra cui: «Leslie Krims (en) - Duane Michals - Burk Uzzle», «Robert Frank» e «Lee Friedlander», «Il fotogiornalismo» al Palais Galliera, «Henri Cartier-Bresson» a Lione e a Marsiglia, «Les nus d'André Kertész» al Centre Georges-Pompidou, «Diane Arbus» al Musée national d'art moderne ... Pierre de Fenoyl lascia la Fondazione quando questa si trasferisce a Lione e diventa incaricato per la fotografia al Centre Pompidou (1978), dedicandosi soprattutto a far conoscere la fotografia come espressione a pieno titolo. Pubblica anche antologie: nel 1979, appare il primo «Album fotografico» del Centre Pompidou (collezione che non è sopravvissuta), e nel 1982, da Hachette, Capolavori dei fotografi anonimi nel XIX secolo.
A partire dagli anni Ottanta, decide di dedicarsi pienamente ad una pratica fotografica personale e parte per l'Egitto sulle tracce di Flaubert e Maxime Du Camp: «Fotografo principiante, mi è sembrato necessario fare il mio pellegrinaggio egiziano (omaggio alla prima civiltà dell'immagine).»
Questo lavoro egiziano è oggetto di una mostra al Centre Pompidou nel 1984. È poi ai paesaggi del sud-ovest della Francia che si interessa nell'ambito della sua partecipazione alla Missione fotografica della DATAR. Installatosi nel Tarn con la sua famiglia, conduce un'esplorazione quotidiana del paesaggio nella continuità della sua ricerca personale sull'essenza della fotografia nel suo rapporto coltempo e la memoria: «In questo viaggio iniziatico più che estetico, limportante è guardare il tempo passare, non trascorrere il tempo a guardare» [...]

«In questa ricerca attraverso il reale, la mia memoria è il mio stile. La memoria è un immagine, la memoria è l'immagine del tempo.»
Per Pierre de Fenoyl, la fotografia è un arte di ricezione, un approccio che spiega in particolare nel catalogo della sua esposizione alla Biblioteca nazionale di Francia (1986), «La chronophotographie ou L'art du temps». Per de Fenoyl «la fotografia non è un furto, la fotografia è un dono. Non si prende, si riceve. Io non sono un artista nel senso plastico del termine. Essere un fotografo significa materializzare un'intuizione poetica della realtà. È ricevere, portare, un aldilà che si sospetta solo attraverso la poesia».
Nel 1986 Pierre de Fenoyl fonda la Multiplication photographique, un associazione che ha lo scopo di incoraggiare i fotografi contemporanei a pubblicare portafolio in fototipìa, al fine di consentire una più ampia diffusione dei loro lavori.
La sua morte improvvisa, nel 1987, lascia una parte dei suoi progetti incompiuti, ciononostante la sua è un opera che trova immediatamente il proprio posto nel panorama della creazione contemporanea.
Alcune delle sue stampe sono conservate nelle collezioni della Maison européenne de la photographie, della Bibliothèque nationale de France e del Centre Pompidou. Il «fondo Pierre de Fenoyl» è stato creato per garantire la conservazione e la valorizzazione del restante dei suoi archivi, nonché il riconoscimento della sua azione e della sua opera in Francia e all'estero. [Traduzione da https://fr.wikipedia.org/wiki/Pierre_de_Feno%C3%BFl ]

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