Article Claude Agnel

Claude Agnel 2

TRADUZIONE a cura di Agostino Forte :

 Colpo d’occhio. Dalle cime a Cimabue

   Non ho avuto modo di incontrare spesso Serge Fiorio ma ho permanentemente avuto i suoi quadri nella mia visuale. Ho sempre pensato fosse un Fiorentino che dipingeva i rilievi umbri e per lungo tempo ho creduto che le pieghe montagnose dei suoi quadri fossero enfatizzate, tra una dolce morfologia e una vigorosa tettonica.

Grande fu la mia sorpresa quando mi comunicò di non essere fiorentino ma di origine piemontese e soprattutto che non aveva mai viaggiato in Italia e non aveva ceduto alla Tentazione di Firenze.

Poi, nello scemare di un pomeriggio autunnale, a Lagarde d’Apt, lassù, dalla cappella di Notre-Dame di Lamaron, volgendomi a Nord, ho riconosciuto le cime di un quadro familiare.

Notre-Dame de LamaronNotre-Dame de Lamaron

Un’altra volta, uscendo dal suo studio di Montjustin, mi sono imbattuto in una visuale del Grand Luberon al tramonto, con le sue pieghe evidenziate dalle ombre, la sua riposante massa con le sommità arrotondate dal Valanginiano1 e allora ho capito che era proprio la «balena azzurra»2.

pieghe del LuberonLe pieghe ombrose del Luberon

Fiorio mi sembra essere un pittore della natura, dell’autunno e del tramonto ma questo non gli impedisce di giocare con le stagioni sulla medesima tela. I paesaggi in primo piano della copertina del bel libro che gli è stato dedicato (dall’editrice manoschina Poivre d’Âne) sono quelli del raccolto e della vita rurale in estate mentre in secondo piano i versanti delle montagne sono ramati e denotano l’autunno. Infine, il cielo è d’oro, puro come l’aria asciutta e fredda dell’inverno anticiclonico.

Poivre d'AneLa copertina del libro che André Lombard dedicò a Serge Fiorio per le edizioni Poivre d’Âne (1992)

Ed ecco che Serge Fiorio prima di morire invoca Cimabue e i suoi cieli d’oro. Dunque tutto ritorna al proprio posto, in una sorta di logica delle cose: rieccoci a Firenze col cosiddetto pittore primitivo e in Umbria, ad Assisi, con il maestro precursore. Nella cripta della Chiesa, sotto gli affreschi di Giotto, e persino in anticipo su di lui, ha dipinto una Vergine in maestà col poverello sul lato. Lo sguardo di San Francesco coniuga pietà e volontà. Un’espressione che volta le spalle al Medioevo aprendosi al Rinascimento e oltre poiché il Santo sembra dotato di tre mani, una confondentesi con una colomba3.

assisi-basilica-di-s-francesco-cimabue-madonna-degli-angeli-e-s-francescoCimabue – Madonna degli Angeli e San Francesco

Il famoso cielo d’oro è circoscritto dalla sua aureola.

Tre mani e una colomba

Cimabue, particolare

Al di là delle cime terrestri di Provenza e Umbria, lassù, nel cielo … d’oro, Serge avrà ritrovato Cimabue.

 C.A.

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 NOTE

1:Valanginiano (o valangiano) Nella scala dei tempi geologici il Valanginiano rappresenta il secondo dei sei piani o età in cui è suddiviso il Cretacico inferiore, la prima epoca dell'intero periodo Cretacico. Il piano corrisponde alla successione di strati rocciosi deposti in una singola età della scala dei tempi geologici, la quale solitamente rappresenta la sedimentazione nell'arco di milioni di anni. Un dato piano di roccia e la corrispondente età del tempo avranno per convenzione lo stesso nome, e gli stessi limiti.

Le serie di roccia sono divise in piani, proprio come le epoche sono divise in età.

I piani possono essere suddivisi in unità stratigrafiche inferiori più piccole chiamate cronozone.

2: Jean Giono descriveva il Luberon come un’immensa balena azzurra il cui dorso emergerebbe dai paesaggi provenzali a nord della Durance. Il Grand Luberon ne è il corpo stendendosi a est nel triangolo Apt-Manosque-Pertuis. Mentre a ovest le Petit Luberon, entre Cavaillon, Apt et Pertuis, sarebbe la coda del cetaceo immaginario.

3: Passaggio oscuro del quale non sono riuscito a chiarire la consequenzialità e quindi il senso. L’unica congettura (debole invero) è che Claude Agnel abbia voluto mettere in relazione i cambiamenti dei tempi ( Medioevo, Rinascimento e successivi) considerando le tre mani, di cui una a guisa di colomba, simbolo di uno sciogliersi dai canoni rigidi della rappresentazione facendo così parlare – passatemi la definizione - lo slancio creativo, artistico. Mi si perdoni l’azzardo.

 

Et,  sur Fréquence mistral : La poétesse Lucienne Desnoues à l'honneur à Gréoux-les-Bains