L'annonce du départ pour l'autre rive de notre ami l'écrivain Claude-Henri Rocquet nous surprend et nous attriste. Comme la plupart - sinon toutes - des rencontres importantes, ou majeures, que l'on peut faire au cours d'une vie, la sienne fut pour moi le fruit partagé d'un "hasard" providentiel. En effet, celle-ci eut lieu comme tout à fait à l'improviste devant une librairie d'Apt, un samedi, jour de marché; en même temps que sous le double signe - pourtant ô combien improbable - de Goya et de Serge : carrefour hermétique où se croisent et se reconnaissent frères Tres de mayo et La Mort du Camarade.

Mais je me dis que nous pourrons toujours le retrouver tel qu'en lui-même en ses œuvres rigoureuses d'éternel poète et, présent aussi, vivant, dans le beau souvenir qu'il a discrètement déposé dans nos cœurs, un peu à chacune de nos retrouvailles.

C'est pour écrire son Rêver avec Serge Fiorio « au plus près et au plus juste », selon ses propres mots, qu'il était venu rencontrer et interroger Serge à Montjustin, dans son atelier, tout un après-midi de l'automne 2010, accompagné d'Anne Fougère, son épouse.

Heures mémorables que Claude fait revivre en partie dans ce texte à la fois érudit et sensible d'une soixantaine de pages que j'avais eu la chance de pouvoir publier par la suite en tête de Pour saluer Fiorio, l'année suivante.

C-H Rocquet

Photo Henriette Lauga.

En juillet 2011, pour la première exposition Fiorio posthume, Claude avait tenu à être présent aux Amis des Arts à Reillanne et à y donner lecture de quelques pages bien choisies pour ainsi rendre là hommage à Serge et aux vingt-et-un Fiorio exposés.

Ses obsèques auront lieu au cimetière de Gordes le 30 mars à 11H.

Lire aussi : sergefiorio.canalblog.com/archives/2016/03

et sergefiorio.canalblog.com/archives/2016/08/09

Article de Sabine Gignoux après la traduction en italien.

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Traduzione a cura di Agostino Forte :

26 marzo 2016

 

Claude-Henri Rocquet. In memoriam.

L'arbre fleuri avec des oiseaux, symbole de la poésie

Albero fiorito con uccelli, simbolo di poesia (bassorilievo azteco)

   La notizia della scomparsa del nostro caro amico Claude-Henri Rocquet ci coglie di sorpresa e ci rattrista. Come la maggior parte (se non tutti) degli incontri importanti o fondamentali che si ha occasione di fare nel corso di una vita, il suo fu per me il frutto condiviso di un “caso” provvidenziale. In effetti, questo ebbe luogo imprevedibilmente davanti a una libreria di Apt, un sabato, giorno di mercato; contemporaneamente sotto il doppio segno – assolutamente inaspettato – di Goya e di Serge: incrocio ermetico dove Tres de mayo e La Mort du Camarade s’incontrano e si riconoscono fratelli. Ma so che potremo sempre ritrovarlo uguale a sé stesso nelle sue rigorose opere di imperituro poeta e ugualmente presente, vivente, nel bel ricordo che poco alla volta ha discretamente deposto nei nostri cuori ad ognuno dei nostri incontri.

Fu per scrivere il suo Rêver avec Serge Fiorio « nella maniera più fedele e più esatta », secondo le sue precise parole, che era venuto a Monjustin, in un pomeriggio dell’autunno 2010, per incontrare e interrogare Serge nel suo studio, accompagnato da Anne Fougère, sua moglie. Momenti memorabili che Claude fa rivivere in parte nel suo testo di una sessantina di pagine, erudito ed insieme sensibile, che ebbi occasione di poter poi pubblicare in apertura a Pour saluer Fiorio, l'anno seguente. Nel luglio del 2011, in occasione della prima mostra postuma di Fiorio, Claude aveva tenuto a essere presente nella sede degli Amis des Arts a Reillanne e darvi lettura di alcune pagine scelte per rendere così omaggio a Serge e ai suoi ventuno quadri ivi esposti.

Le esequie avranno luogo al cimitero di Gordes il 30 marzo alle ore 11,00.

 

Ecco l’articolo di Sabine Gignoux apparso su “La Croix” del 25 marzo 2016.

 

È morto lo scrittore Claude-Henri Rocquet.

Insenante, poeta, critico d’arte, drammaturgo e attore, questa bella voce guidata dalla Bibbia si è spenta il 24 di marzo.

La sua voce grave, tranquilla e così amichevole risuona ancora nelle nostre orecchie e ci ritorna quel suo bel viso di « magio dalla barba bianca », come lui stesso ebbe a descriversi: lo scrittore, poeta, drammaturgo Claude-Henri Rocquet è deceduto nella notte tra il 23 e il 24 marzo, all’età di 82 anni. Erano gli anni attorno al 2000 quando La Croix ebbe l’opportunità di pubblicare, per una decina d’anni, interventi critici su mostre o libri di poesia, scritti in una lingua spirituale e raffinata.

Nato a Dunkerque nel 1933, nel cuore era rimasto sempre un uomo del Nord, col suo caloroso senso dell’ospitalità, quel gusto di vasti orizzonti sciacquati dal vento marino, che gli facevano amare la pittura di Bosch, di Brueghel e di Van Gogh, ai quali consacrò dei libri.

couv-bruegel

 Ritorno alla fede

Al liceo di Bordeaux ebbe il suo incontro con Lanza del Vasto, venuto a darvi una conferenza, da cui determinerà l’impegno al suo fianco durante la guerra d’Algeria,  « per la pace e contro la tortura ». Claude-Henri Rocquet pubblicherà poi una serie di colloqui con lui (Les Facettes du cristal, 1981) a cui seguiranno quelli avuti con lo specialista della preistoria André Leroi-Gourhan (Les Racines du monde, 1982) e con lo storico delle religioni Mircea Eliade (L’Épreuve du labyrinthe, 2006). Il dialogo con quest’ultimo « non mi porterà solo a riflettere sulla natura e le metamorfosi del “sacro”; mi prepara all’incontro con la Chiesa ortodossa »1, come aveva rivelato in uno dei suoi scritti. Allevato nella religione cattolica dalla quale si era allontanato, Claude-Henri Rocquet riallaccerà il suo rapporto con la fede in seno alla Chiesa ortodossa con Anne Fougère, che sposerà secondo questo rito.

Mircea-Eliade

Poesie, saggi, teatro

Docente di lettere, dottore in storia dell’arte2, consacrò gran parte della sua vita all’insegnamento, in particolar modo alla Scuola nazionale di Arti decorative per quasi vent’anni fino al 1996, data in cui andò in pensione. Scrisse, occupandosene in contemporanea, più di un quarantina di opere, raccolte di poesia, saggi su grandi figure spirituali (Erasmo, Ruysbroek, San Francesco d’Assisi,il profeta Elia, Martino di Tours …) e libri d’arte su Hopper, Goya - opera che gli valse l’assegnazione del premio cattolico di letteratura.

A Claude-Henri Rocquet si deve anche la produzione di sette opere teatrali, delle quali diverse sono state messe in scena al “Théâtre du Nord Ouest” da Jean-Luc Jeener, che lo invitò anche come attore e lettore. Diverse sono state anche diffuse su “France Culture” della quale Claude-Henri Rocquet fu produttore delegato. Ma che si tratti di teatro, d’arte o poesia, ovunque è la stessa profondità  spirituale del mondo che questo amante della lingua francese s’impegnò a rivelare. « È giunto il momento di amare l’amore / è giunto finalmente il momento di vivere », dice una poesia, che si offre sulla pagina d’apertura del suo sito Internet3, a luminoso testamento.

Sabine Gignoux.

NOTE :

(1)  Il passaggio completo recita : « Negli anni ’70, pubblico delle interviste con André Leroi-Gourhan, Mircea Eliade, Lanza del Vasto. Queste tre Interviste mi fanno ritrovare la strada della scrittura e della pubblicazione. Questi tre incontri giocheranno un ruolo importante nella mia vita sia sul piano intellettuale che spirituale. L’incontro con Eliade non mi porterà solo a riflettere sulla natura e le metamorfosi del “sacro”; mi prepara all’incontro con la Chiesa ortodossa. »

( cfr. http://www.claudehenrirocquet.fr/SURVOLAUTOBIOGRAPHIQUE2012.pdf, pag.3)

Una foto dell’incontro tra Eliade e Rocquet è possibile visionarla in https://fradive.webs.ull.es/confe/bucarestcervantes/

(2)  La sua tesi a lungo rielaborata e tutti i suoi scritti su Brueghel sono stati pubblicati nel dicembre scorso dalle edizioni “Le Centurion” (pp.702, 39 €).

A proposito dei titoli accademici così racconta Claude-Henri Rocquet nel suo Survol Autobiographique : « Sono diventato docente di lettere e professore di estetica e scienze dell’arte. Uno degli aspetti interessanti di questi titoli, per l’apparente “autorità” che procurano, è che risparmiano un certo numero di “giustificazioni” a chi ne è portatore, ove l’elemento insolito o la dissidenza dei suoi punti di vista ne complicherebbe alquanto il percorso. Sono come dei “lasciapassare”. »

( cfr. http://www.claudehenrirocquet.fr/SURVOLAUTOBIOGRAPHIQUE2012.pdf, pag.3)

(3)  http://www.claudehenrirocquet.fr/

 

Per sua natura e per quello che respinge, la poesia è resistenza alla barbarie C.-H. R.

 

Altri articoli di questo blog su Claude-Henri Rocquet:

http://sergefiorio.canalblog.com/archives/2016/03/31/33591268.html

http://sergefiorio.canalblog.com/archives/2016/08/09/34147924.html

 

 

 

Voici l'article de Sabine Gignoux pour La Croix.

L’écrivain Claude-Henri Rocquet est décédé

Sabine Gignoux, le 25/03/2016 à 16h34

Enseignant, poète, critique d’art, dramaturge et comédien, cette belle voix guidée par la Bible s’est éteinte, le 24 mars.

 

   Sa voix grave, paisible et tellement amicale résonne encore à nos oreilles et l’on revoit son beau visage de « mage à la barbe blanche », comme il se décrivait lui-même : l’écrivain, poète, dramaturge, Claude-Henri Rocquet, est décédé dans la nuit du 23 au 24 mars, à l’âge de 82 ans. La Croix eut la chance, autour des années 2000, de publier pendant une dizaine d’années ses critiques d’exposition ou de livres de poésie, écrites dans une langue spirituelle et épurée.

Né à Dunkerque en 1933, il était resté dans son cœur un homme du Nord, avec ce sens de l’hospitalité chaleureuse, ce goût des grands horizons frottés au vent marin, qui lui faisait aimer la peinture de Bosch, de Bruegel et de Van Gogh, auxquels il consacra des livres.

Retour à la foi

Au lycée à Bordeaux, sa rencontre avec Lanza del Vasto venu donner une conférence, déterminera son engagement à ses côtés pendant la guerre d’Algérie, « pour la paix et contre la torture ». Claude-Henri Rocquet publiera, en 1981, des entretiens avec lui, « Les Facettes du cristal », suivis d’autres, avec le spécialiste de la préhistoire André Leroi-Gourhan (Les Racines du monde, 1982) et l’historien des religions Mircea Eliade (L’Épreuve du labyrinthe, 2006). Le dialogue avec ce dernier « ne me conduira pas seulement à réfléchir sur la nature et les métamorphoses du « sacré » ; elle me préparera à la rencontre avec l’Église orthodoxe », avait-il confié dans un de ses écrits. Élevé dans la religion catholique dont il s’était éloigné, Claude-Henri Rocquet renouera en effet avec la foi au sein de l’église orthodoxe avec Anne Fougère, qu’il épousera selon ce rite.

Poèmes, essais, pièces de théâtre

Agrégé de lettres, docteur en histoire de l’art (1), il consacra une grande partie de sa vie à l’enseignement, notamment à l’École nationale des Arts décoratifs pendant près de vingt ans jusqu’en 1996, date à laquelle il prit sa retraite. Il écrivit en parallèle plus d’une quarantaine d’ouvrages, des recueils de poésie, des essais sur de grandes figures spirituelles (Érasme, Ruysbroeck, Saint-François d’Assise, le prophète Élie, Martin de Tours…) et des livres d’art sur Hopper ou Goya (Buchet Chastel, 2008), ouvrage qui lui valut le grand prix catholique de littérature.

On doit aussi à Claude-Henri Rocquet, sept pièces de théâtre, dont plusieurs ont été mises en scène au Théâtre du Nord Ouest par Jean-Luc Jeener, qui l’invita aussi comme comédien et lecteur. Plusieurs de ses pièces ont été également diffusées sur France Culture où Claude-Henri Rocquet fut producteur délégué. Mais qu’il s’agisse de théâtre, d’art ou de poésie, au fond partout, c’est la même profondeur spirituelle du monde que cet amoureux de la langue française s’attachait à révéler. « Il est grand temps d’aimer l’amour/Il est grand temps de vivre enfin », dit un poème, offert sur la page d’accueil de son site Internet, comme un lumineux testament.

Sabine Gignoux.

(1) Sa thèse longuement retravaillée et tous ses écrits sur Bruegel ont été publiés en décembre dernier aux éditions Le Centurion (702 p. 39 €).

En elle-même, et par ce qu’elle refuse, la poésie est résistance à la barbarie. C.-H. R.